carnevale

Lo Storico Carnevale Sant’Antoninese


Memoria condivisa di una Tradizione senza tempo!

Il Carnevale di S.Antonino è forse la più antica manifestazione del paese, le cui proprie radici risalgono al lontano 1800. Cenni storici circa la sua esistenza, infatti, sono stati ritrovati in un carteggio del 1886 tra Giovanni Faldella (figura storica di Saluggia), all’epoca parlamentare del Regno d’Italia e divenuto in seguito Senatore nel 1896,  e l’amico Achille Giovanni Cagna, in cui scriveva :

Mio carissimo amico […] Ho rinunziato a fare gli ultimi giorni di Carnevale a Torino, anche col pensiero di fare un vero Carnevale dell’anima nel successo della tua brillante commedia. Però  fino stamane sentivo un po’ di tentazione di assistere alla gianduieide; perché i grandiosi spettacoli popolari suscitano sempre qualche pensiero. Ma invece di recarmi a Torino per la gianduieide,  finii con recarmi nella borgata di S. Antonino a vedere il tradizionale Reggimento Spiantato con la democratica distribuzione dei fagiuoli. E ne sono contento, perché mi accorgo che lo spettacolo rurale mi ha germinato nel cervello un futuro bozzetto. Avrei voluto, che una mosca ti avesse detto come io rimanevo a Saluggia, lasciando in asso gli inviti di Muggio e degli altri amici di Torino, e che tu, rifuggente pure dai chiassi cittadini, fossi venuto qui a partecipare il mio magro Carnevale di rusticità

Ovviamente allora non esisteva la Pro Loco, ma attraverso tale lettera si possono ritrovare già due elementi fondamentali del carnevale santantoninese: la presenza delle tradizionali maschere storiche del paese (il Generale dei Fagioli con i suoi attendenti a cavallo, simpaticamente definiti dal Faldella come “Reggimento Spiantato“) e la  cottura e distribuzione dei fagioli, divenuto oggi prodotto locale di eccellenza, a tutta la popolazione.

Il compito della Pro Loco, sin dal 1976, è quello di portare avanti la tradizione del Carvè di S.Antonino con la stessa passione di allora. La manifestazione è stata nel tempo affinata e migliorata ed oggi è in grado di attirare in paese numerose persone in maschera e carri allegorici. Alla figura storica del Generale dei Fagioli e dell’Attendente, la Pro Loco ha affiancato da anni la figura femminile della Bela Masochina (da Masoc, nome in piemontese dei santantoninesi, ndr), accompagnata da una damigella. Oggi dunque il gruppo storico è formato da:

Generale dei Fagioli (la tradizione vuole che a vestire i panni sia un neo-diciottenne del paese)

Bela Masochina (anch’ella  neo-diciottenne)

Attendente

Damigella.

I cavalli su cui andavano il Generale e gli Attendenti sino agli anni ’50, oggi sono  stati sostituiti da un carro allegorico, trainato da un trattore, che viene allestito ogni anno dai volontari dell’Associazione.

Il sabato di Carnevale, nella piazza di S.Antonino, il Presidente della Pro Loco consegna ufficialmente le chiavi del paese al Generale dei Fagioli, che diviene così, per 3 giorni, “Signore indiscusso del paese”. Al termine della cerimonia, prende copro la tradizionale sfilata dei carri allegorici per le vie del paese, che si districa lungo le vie del paese, andando a toccare i 4 “cantun” (Arbarin, via Livurn, Cà Neuvi, Punt dal Cerca), dove circa 100 famiglie residenti volontariamente e gratuitamente offrono  a tutti i partecipanti (gruppi storici di paesi limitrofi, carri allegorici, gruppi mascherati e non) vin brulè, torte, pizze, bugie, panini, ecc…

Il lunedì grasso rivive il momento della tradizionale preparazione e distribuzione a tutta la popolazione della fagiolata, proprio come descritta allora dal Faldella. I volontari della Pro Loco, sin dalle 5 del mattino, cuociono in un unico grosso calderone in rame ben 200 kg di Fagiolo di Saluggia, mentre in caldaie più piccole di rame vengono cotti i cotechini e le cotenne (in piemontese previ ). Alle 12, dopo la benedizione del prete, avviene l’assaggio ufficiale dei fagioli da parte del Generale, il quale da il consenso alla distribuzione.

il programma dei festeggiamenti del Carvè di S.Antonino si chiude il lunedì pomeriggio. Una chiusura pensata ed ideata dalla Pro Loco sin dagli anni ’90. Dalla piazza del paese viene lanciato in aria, con dei palloncini, il pupazzo simbolo del carnevale: un Babaciu  in polistirolo, raffigurante ogni anno un animale diverso della tradizione contadina,  a cui viene legato un messaggio di auguri e di pace in 3 lingue (italiano, inglese e francese),  con i riferimenti per mettersi in contatto con la Pro Loco e segnalarne il ritrovamento. Purtroppo questo non avviene tutti gli anni, ma nel corso del tempo il Babaciu di S.Antonino è atterrato sul lago di Garda (ritrovato da un natante tedesco impegnato in una regata), nei pressi di Ferrara, a Marina di Grosseto, a ponte di Nava, frazione di Ormea, (CN), Luserna San Giovanni (TO), borgata Saretto di San Germano Chisone (TO), Castenedolo (BS). Nel 2012, per la prima volta nella storia dei lanci, è stato ritrovato in Francia, vicino ad Avignone